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La camera delle meraviglie | Palermo

Accade che durante dei lavori di restauro, per pura fortuna vengano alla luce cose strabilianti. 

Il quartiere Albergheria di Palermo, proprio vicininissimo al Mercaro di Ballarò, è stato protagonista di un ritrovamento meraviglioso, all’interno di un palazzo.

Nel 2003 infatti durante dei lavori di restauro di un appartamento di Via Porta di Castro, in una stanza vennero fuori delle scritte in arabo color oro, su uno sfondo blu.

Un blu caldo, acceso, avvolgente che ha subito richiamato l’attenzione.

Ciò che ne è uscito fuori è strabiliante: una stanza tutta blu, muri, tetto, porte ornata da scritte in arabo.

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Negli anni sono stati effettuati tantissimi studi per cercare di capire se fosse una moschea, una sala di meditazione, il significato delle scritte e in quale periodo si potesse collocare la sua realizzazione.

La stanza delle meraviglie è stata ravvisata come una moschea, data la forma cubolica ed il balcone orientato in direzione della Mecca, l’uso di un pigmento non associato alla sacralità musulmana e la collocazione in un palazzo non nobiliare indusse a non individuare un significato unicamente religioso, ipotizzando che si trattasse piuttosto di una c.d. “stanza alla turca” analoga a quella del Re Ferdinando di Borbone presso la Palazzina Cinese, secondo la moda europea dell’epoca di allestire ambienti dalle atmosfere orientali per allietare gli ospiti.

Se da un lato l’espressione decorativa è compatibile con quella ottocentesca, la mancanza di maioliche a parete che caratterizzavano questo genere di stanze lasciava però aperte ulteriori ipotesi.