Il Natale nel mondo: dalla Catalogna al Giappone, tradizioni che ti lasciano a bocca aperta!

Il Natale nel mondo: dalla Catalogna al Giappone, tradizioni che ti lasciano a bocca aperta!
Natale

In un mosaico di luci scintillanti e melodie natalizie, il mondo si trasforma in una tavolozza dai mille colori, ognuno rappresentativo di una tradizione unica e affascinante. L’atmosfera festiva avvolge il globo terrestre, ma non ovunque si celebra il Natale allo stesso modo.

Nelle Alpi europee, le notti di inizio dicembre riecheggiano di campanacci e grida: è il tempo del Krampus. Questa creatura, sorta di anti-Babbo Natale, terrorizza i bambini discoli con il suo aspetto demoniaco. Il Krampus, accompagnando San Nicola, viene rappresentato da persone in costumi da demoni che, con catene e campane, sfilano per le strade dei paesi alpini.

Attraversiamo l’Atlantico e approdiamo nella soleggiata Australia, dove il Natale si tinge di estivo. Qui le tradizionali slittate vengono sostituite da surfisti in costume da Babbo Natale che cavalcano le onde anziché la neve, in eventi rinomati come il “Surfing Santa”.

Voliamo poi in Ucraina, dove le decorazioni natalizie assumono un’insolita forma. Le ragnatele scintillanti adornano gli alberi di Natale, ispirate da una leggenda locale che narra di una vedova troppo povera per decorare l’albero per i suoi figli, fino a quando amichevoli ragni non coprirono l’albero con la loro tela, trasformandola in oro e argento al mattino di Natale.

In Guatemala, le pulizie di fine anno si trasformano in un rito di purificazione: la “Quema del Diablo”, la “cremazione del diavolo”. I Guatemaltechi ammassano rifiuti e oggetti indesiderati, sopra i quali troneggia una figura rappresentante il diavolo, che viene incendiata come simbolo di distruzione del male e inizio di un nuovo ciclo.

Spostiamoci in Giappone, dove il Natale non è una festa tradizionale, ma nel corso degli anni è nata una curiosa abitudine: gustare il pollo fritto di KFC. Un’astuta campagna di marketing negli anni ’70 ha reso il “Christmas Chicken” un must-have per la cena di Natale, tanto da richiedere prenotazioni con mesi di anticipo.

Tornando in Europa, il Catalano “Tió de Nadal” è un tronco di legno sorridente che i bambini “alimentano” fino alla Vigilia di Natale. Quella notte, colpito con bastoni e coperto da una coperta per “fare la cacca”, il Tió “espelle” dolcetti e piccoli regali, per la gioia dei più piccoli.

Volgiamo ora lo sguardo verso l’Islanda, terra di miti e leggende, dove per 13 notti prima di Natale, i “Yule Lads” portano doni ai bambini. Questi spiriti giocosi, figli della terrificante ogressa Grýla, rappresentano tanto la generosità quanto la malizia, a seconda del comportamento dei piccoli destinatari.

In Norvegia, una tradizione suggestiva ci riporta indietro ai tempi in cui si temevano le streghe: le scope vengono nascoste per evitare che quest’ultime le “rubino” e volino via nella notte di Natale.

In Venezuela, la capitale Caracas offre una scena del tutto peculiare: le strade vengono chiuse al traffico perché i fedeli possano recarsi a messa sui pattini a rotelle!

In Svezia, la città di Gävle erige ogni anno un gigantesco Yule Goat di paglia, che spesso diventa preda di scherzosi vandali che tentano di bruciarlo, sfidando le misure di sicurezza messe in atto per proteggerlo.