Esce in digitale “RIAVULI”, EP di Ponente

RIAVULI“,  l’EP d’esordio della cantautrice e attrice palermitana PONENTE, esce oggi in digitale in tutti gli store.

Un progetto discografico intenso e appassionato composto da cinque brani scritti dalla stessa Ponente, con le musiche di Gaetano Mirabella, con cui collabora già dal 2018, e la produzione artistica di Giovanni Parrinello.

“RIAVULI” attinge certamente da un repertorio folk contemporaneo ed è impreziosito dal contributo di straordinari musicisti come Gaetano Mirabella (autore delle musiche) alla chitarra acustica, Moreno Morreale alla chitarra semi acustica e al bouzouki, Diego Tarantino al basso elettrico e al contrabbasso, Giovanni Parrinelloalle percussioni e Alberto “Anguss” Anguzza alla tromba.

 Il titolo “Riavuli”  trae spunto dal concept che anima l’intero progetto, come dichiara la stessa PONENTE: tutti abbiamo l’esigenza di combattere con i nostri demoni, i miei ‘riavuli’  sono le domande, le incertezze, le contraddizioni, le scelte che la vita mi presenta, i riavuli sono in fondo i conti che devo fare con me stessa”.

Le canzoni sono pensate e scritte in lingua Siciliana, un palermitano contemporaneo, ma che è anche a tratti anche arcaico nel rispetto della tradizione popolare del canto siciliano.

La tracklist di RIAVULI comprende 5 tracce: “ABBALLO”, una canzone dal ritmo sostenuto che esorcizza le proprie debolezze, difficoltà e delusioni con il desiderio di ballarci sopra anche se le “balate” (basole di pavimentazione) scottano ancora, PARRAMI RUMANI”, la voglia di rimandare, di non assumersi la responsabilità di una decisione in un amore non corrisposto, “NUVOLI BIANCHI”, malinconia e speranza miste fra loro in una melodia dolce e amara allo stesso tempo, il brano che ha più di tutti un’apertura al pop, “COMU CIU’ RICU O MARI”, una confessione proibita ed intima al mare che sa più di te, ed infine “RIAVULI” un monologo struggente su come combattere i propri diavoli, prendendo fiato, ma anche scalciando con un finale musicale in crescendo che è una travolgente “taranta siciliana”, preziosa quasi quanto un mantra liberatorio.

D’altronde, dopo il medioevo, il ritmo frenetico delle tarante o tarantelle venne considerato una pratica legata alla guarigione, una sorta di esorcismo per scacciare i demoni.

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