Palazzo Abatellis | Nuove modalità d’ingresso

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Dal 9 Giugno 2020 sarà possibile accedere alla Galleria Regionale di Palazzo Abatellis, come agli altri siti siciliani della cultura, previa prenotazione obbligatoria al seguente link selezionando il giorno e la fascia oraria prescelta.

L’acquisto del biglietto di ingresso avverrà in loco o, per i gruppi organizzati, con bonifico bancario.

Per eventuali informazioni potrete contattare la nostra biglietteria al numero 0916230047.

Gli ingressi saranno consentiti (sempre previa riserva online) per le fasce orarie previste sul sito di prenotazione.
Si ricorda di portare la mascherina e mantenere la distanza di  sicurezza di almeno un metro dalle altre persone.
La visita avverrà secondo un percorso prestabilito che vi sarà indicato dal nostro personale.

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La camera delle meraviglie | Palermo

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Accade che durante dei lavori di restauro, per pura fortuna vengano alla luce cose strabilianti. 

Il quartiere Albergheria di Palermo, proprio vicininissimo al Mercaro di Ballarò, è stato protagonista di un ritrovamento meraviglioso, all’interno di un palazzo.

Nel 2003 infatti durante dei lavori di restauro di un appartamento di Via Porta di Castro, in una stanza vennero fuori delle scritte in arabo color oro, su uno sfondo blu.

Un blu caldo, acceso, avvolgente che ha subito richiamato l’attenzione.

Ciò che ne è uscito fuori è strabiliante: una stanza tutta blu, muri, tetto, porte ornata da scritte in arabo.

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Negli anni sono stati effettuati tantissimi studi per cercare di capire se fosse una moschea, una sala di meditazione, il significato delle scritte e in quale periodo si potesse collocare la sua realizzazione.

La stanza delle meraviglie è stata ravvisata come una moschea, data la forma cubolica ed il balcone orientato in direzione della Mecca, l’uso di un pigmento non associato alla sacralità musulmana e la collocazione in un palazzo non nobiliare indusse a non individuare un significato unicamente religioso, ipotizzando che si trattasse piuttosto di una c.d. “stanza alla turca” analoga a quella del Re Ferdinando di Borbone presso la Palazzina Cinese, secondo la moda europea dell’epoca di allestire ambienti dalle atmosfere orientali per allietare gli ospiti.

Se da un lato l’espressione decorativa è compatibile con quella ottocentesca, la mancanza di maioliche a parete che caratterizzavano questo genere di stanze lasciava però aperte ulteriori ipotesi.

 

Museo Archeologico “A. Salinas | Palermo

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Il museo regionale “A. Salinas” è un importante archivio storico che documenta le diverse fasi dell’arte e della civiltà della Sicilia occidentale.

Dalla preistoria alla tarda età romana documentando la storia del collezionismo sette-ottocentesco attraverso l’esposizione di importanti collezioni e reperti, in alcuni casi di provenienza non siciliana.

Il Museo occupa attualmente l’edificio che fu la Casa dei Padri della Congregazione di S. Filippo Neri e fa parte dell’antico complesso monumentale dell’Olivella che comprende anche la chiesa di S. Ignazio e l’Oratorio di S. Filippo Neri (eretto nel 1769 ad opera di G. Venanzio Marvuglia).

Il complesso architettonico, iniziato sul finire del XVI secolo su progetto di Antonio Muttone, fu completato nel XVII secolo.

A seguito della legge sulla soppressione degli ordini religiosi (1866), che prescriveva la confisca dei loro beni, l’edificio divenne sede del Museo Nazionale.

Il progetto, denominato Fabbricato dell’Olivella da adattarsi ad uso Museo Nazionale in Palermo, permise di realizzare la sede museale all’interno del convento, implicando trasformazioni irreversibili dell’edificio religioso, dettate dalle esigenze museografiche.

L’edificio, austero per concezione architettonica e con una struttura volumetrica autorevole, è sviluppato longitudinalmente: lungo un asse, orientato in direzione est-ovest, si susseguono due ampi cortili porticati e una chiostra, sul fondo.

Il primo cortile porticato, quello dell’ingresso, è più piccolo dell’altro e possiede elementi architettonici più interessanti.

In esso le colonne, non molto slanciate, sorreggono degli archi ribassati che si ispirano a modelli tardo-quattrocenteschi. Le decorazioni architettoniche sono piuttosto marcate, secondo il gusto manieristico che trionfò a Palermo fra Cinquecento e Seicento.

Nel secondo cortile, realizzato successivamente, gli archi poggiano su slanciate colonne di stile tuscanico.

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Al primo piano, vicino alle scale è una cappelletta privata con ricche decorazioni seicentesche; al secondo piano è stata ripristinata la bella loggia seicentesca con pavimento maiolicato.

Il primo nucleo del Museo Archeologico risale alla raccolta costituita nel XVIII secolo dal gesuita Ignazio Salnitro che diede origine al Museo Salnitrano, alloggiato allora, nel Collegio Massimo dei Gesuiti al Cassero insieme al primo nucleo della Pinacoteca; entrambe le raccolte vennero trasferite nell’ex Convento dei Filippini nel 1866.

Una prima sistemazione fu data tra il 1873 e il 1913 sotto la direzione dell’archeologo Antonio Salinas che accrebbe notevolmente il materiale raccolto attraverso gli scavi in corso all’epoca in tutta l’Isola.

L’organizzazione sistematica del Museo avvenne nel 1950, quando si trovò in Palazzo Abatellis la giusta collocazione della Pinacoteca.

I reperti archeologici sono sistemati nei locali al piano terra, attorno ai due chioschi, e nelle sale dei due piani superiori ed illustrano la civiltà antica della Sicilia, dall’epoca preistorica all’età romana.

Tra i numerosi reperti, di notevole interesse sono: la preziosa “Pietra di Palermo”, iscrizione geroglifica del 2900 a.C. ; le Metope provenienti dai templi di Selinunte; grondaie a teste leonine; reperti della civiltà etrusca provenienti da Chiusi; l’Ariete, statua in bronzo del III secolo a.C.; il gruppo bronzeo di “Ercole che abbatte un cervo”, opera romana proveniente da Pompei etc.

Gam | Galleria Arte Moderna

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Nel 1910 il Ridotto del Teatro Politeama divenne la sede della Galleria d’Arte Moderna Empedocle Restivo.

Le ragioni di tale scelta furono motivate dal valore emblematico del monumento, che testimoniava la esaltante stagione della Belle Époque, e dalla sua stessa collocazione nel cuore della città moderna.

Dopo quasi un secolo, il Museo si trasferisce nel centro storico della città, oggi luogo di ricerca e d’incontro tra le diverse identità culturali.

Nel complesso di Sant’Anna alla Misericordia è possibile distinguere tuttora le fisionomie architettoniche di una residenza privata del Quattrocento e di un convento seicentesco.

Galleria Arte ModernaIl palazzo fu costruito intorno al 1480 dal mercante catalano Gaspare Bonet e divenne presto un modello per l’edilizia residenziale aristocratica.

Nel 1618, il palazzo fu venduto ai Padri Francescani determinando la necessità di un ampliamento dell’edificio con la costruzione del convento che si protrasse per tutto il Seicento.

Esse rappresentano una importante testimonianza dell’arte italiana dal ‘700 ai primi anni del ‘900.

L’ordinamento scientifico del museo è articolato in 14 sezioni tematiche che consentono un’agevole lettura della fisionomia e della storia delle collezioni.

Le 214 opere esposte (176 dipinti e 38 sculture) disegnano i percorsi che, dalla fondazione della Galleria fino ad oggi, hanno contribuito alla formazione di un nucleo rappresentativo del meglio dell’arte moderna in Italia: dalle acquisizioni dei primi del Novecento – secondo quel gusto che privilegiava gli acquisti presso le più importanti rassegne nazionali e internazionali (come le Biennali di Venezia) o presso prestigiose gallerie private – ai lasciti e alle donazioni.

Ma il percorso espositivo rappresenta solo la punta dell’iceberg del patrimonio custodito nella collezione della GAM, la sintesi più visibile.

I depositi costituiscono infatti il volto in ombra, ma certo non meno interessante, del museo: un indispensabile serbatoio che custodisce le opere escluse, spesso principalmente per motivi di spazio, che sono però in egual misura studiate e rese fruibili sia attraverso la pubblicazione di un regesto esaustivo, sia attraverso esposizioni dedicate, tra cui la recente mostra “Il Museo tra storia e costume”.

Fonte sito GAM e Comune di Palermo