Il museo degli Arazzi | Marsala

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“Con la consegna dei lavori di riqualificazione e adeguamento della Chiesa del Collegio – sottolinea l’assessore regionale dei Beni Culturali e dell’Identità Siciliana, Alberto Samonà – si definisce un importante percorso che mira a dare una collocazione stabile e adeguata al prezioso patrimonio tessile costituito dagli otto arazzi di Marsala e da alcuni paramenti sacri del ‘500 appartenuti a Monsignor Lombardo. Il nuovo Museo degli Arazzi consentirà, finalmente, una lettura unitaria del racconto espresso nelle scene raffigurate dagli otto arazzi fiamminghi di Marsala e di completare l’offerta culturale della provincia di Trapani. Il Museo degli Arazzi – aggiunge l’assessore Samonà – rientra tra le iniziative di valorizzazione dei luoghi dell’arte e della cultura su cui il Governo Musumeci sta puntando, nella consapevolezza che qualificare gli spazi culturali, adeguarli alle nuove esigenze e attivare una circolarità che metta in relazione tra loro le esperienze culturali esistenti, sia un modo di custodire l’anima più profonda della nostra terra, i valori su cui si fonda la storia millenaria della Sicilia”.

Al via i lavori per il recupero e l’adeguamento della Chiesa del Collegio di Marsala, destinata ad ospitare il Museo degli Arazzi.

È stato stipulato, infatti, dalla Soprintendenza dei Beni Culturali di Trapani il contratto per l’avvio del cantiere, che doterà Marsala di questo prestigioso spazio culturale.

Il nuovo Museo ospiterà gli arazzi imperiali di Bruxelles che, sin dal 1589, appartengono al patrimonio della chiesa Madre di Marsala alla quale furono lasciati per testamento da Mons. Antonino Lombardo, arcivescovo di Messina di origine marsalese.

Attualmente gli Arazzi, che sono oggetto di lavori di restauro, si trovano a Palermo nell’Oratorio dei Bianchi.

“Aggiungi un senso all’Arte” | L’Annunciata

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Un nuovo traguardo raggiunto dal progetto “Aggiungi un senso all’Arte” campagna promossa dalla Fondazione CittàItalia già sin dal 2009 per favorire l’accessibilità e la fruizione del patrimonio culturale ai visitatori con disabilità visive.

Un bassorilievo tattile permetterà a non vedenti e ipovedenti di ammirare “in sicurezza” L’Annunciata di Antonello da Messina alla Galleria Regionale di Palazzo Abatellis a Palermo.

Il Bassorilievo è stato consegnato da Alberto Improda, presidente della Fondazione CittàItalia, alla Direttrice della Galleria Regionale, Evelina De Castro, alla presenza dell’Assessore regionale dei Beni Culturali e dell’Identità Siciliana, Alberto Samonà e del responsabile dell’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti onlus di Palermo, Gigi Di Franco.

L’opera a rilievo, realizzata in vetroresina nelle dimensioni di cm 48×36 è frutto della collaborazione con l’Istituto dei Ciechi, Francesco Cavazza e il supporto tecnico del Museo Anteros di Bologna, fondato nel 1881 per offrire ai ciechi italiani le migliori opportunità di formazione e d’integrazione professionale.

La visita dell’opera potrà essere accompagnata da una guida alla lettura che consentirà di arricchire l’esplorazione tattile di una descrizione che ne agevolerà la comprensione nel suo complesso.

M.A.FRA | Museo archeologico di Francavilla di Sicilia

Inaugurato il M.A.FRA, il nuovo Museo archeologico di Francavilla di Sicilia.

Realizzato con tecniche pedagogiche innovative e con l’ausilio di soluzioni all’avanguardia che riescono ad attrarre diverse fasce di visitatori, avrà grande impatto sia sulla crescita di consapevolezza di tutta la popolazione, che sull’attivazione di meccanismi virtuosi per la valorizzazione economica dell’intero comprensorio.

L’apertura del M.A.FRA, che ricade all’interno del Parco archeologico di Naxos e Taormina, costituisce un importante momento di restituzione della memoria e dell’identità alla comunità di Francavilla di Sicilia.
 
Aver riportato all’interno del territorio cittadino reperti archeologici che dal 1979 ad oggi erano stati affidati alla cura di diversi musei regionali, consente di ricostruire un unicum narrativo che aiuta a recuperare le radici greche della città e a meglio definire gli sviluppi storico-antropologici del territorio.
Si tratta di un’operazione di considerevole valore che contribuirà a rafforzare il senso di appartenenza e a rileggere la storia di Francavilla attraverso le sue vestigia, offrendo agli abitanti la possibilità di ritrovare le proprie radici e rafforzare il senso di appartenenza alla propria comunità.(Regione Siciliana)

Mostra documentaria “La Città Aurea”

Mostra documentaria "La Città Aurea"

La mostra documentaria “La Città Aurea” si inaugura il 16 Ottobre 2020 alle 17.30 al Museo regionale “Agostino Pepoli” di Trapani – alla presenza del Presidente della Regione, Nello Musumeci e dell’Assessore dei Beni Culturali e dell’Identità Siciliana, Alberto Samonà.

La mostra, che si articola in cinque diverse sezioni (Edilizia pubblica, Edilizia privata, Opere infrastrutturali, Architettura militare, Borghi rurali), ci presenta uno spaccato significativo della Trapani degli anni Trenta documentandone, attraverso fotografie, cartoline, planimetrie, la produzione architettonica e le scelte urbanistiche.

Sono anni in cui la città vive il rinnovamento di alcuni edifici pubblici di rappresentanza, la modernizzazione delle reti infrastrutturali, la creazione di nuove strutture ospedaliere al passo con la moderna ingegneria sanitaria, nonché un’intensa attività di edilizia scolastica per attuare il dettato della legge sull’obbligo della scuola elementare.

In questo contesto si collocano edifici “simbolo” come la Casa del Mutilato, la Casa del Balilla, la Casa della Madre e del Bambino in cui la sobrietà costruttiva si coniuga ad un chiaro linguaggio razionalista.

Completano il quadro complessivo le brillanti opere di ingegneria militare, dense di intuizioni strutturali, realizzate da Pierluigi Nervi, gli interessanti programmi di edilizia popolare, nonché la fondazione dei borghi rurali, intitolati a Livio Bassi e Amerigo Fazio, con cui il territorio partecipa all’ambizioso programma di transizione agraria della Sicilia dal latifondo al podere.
A ricostruire l’atmosfera e la temperie culturale di quegli anni concorre la presenza di auto e moto d’epoca, gentilmente concesse dai soci del Club Sartarelli. (Fonte Regione Siciliana)

“La Città Aurea” rimarrà aperta al pubblico dal 17 ottobre al 17 novembre 2020 con i seguenti orari: da martedì a sabato 9,00-17,30; domenica 9,00-13,30; lunedì chiuso.

Ingresso consentito nel rispetto della normativa anti-Covid (rilevazione della temperatura corporea, uso della mascherina, igienizzazione delle mani).

Riapertura Museo di Trapani “Agostino Pepoli”

Museo Pepoli Trapani

Dal 6 Ottobre 2020 torna visitabile il Museo “Agostino Pepoli” di Trapani.

Il Museo Regionale “Agostino Pepoli” ha sede nei locali dell’ex convento dei Padri Carmelitani, attiguo al santuario di Maria SS. Annunziata, dove si venera il celebre simulacro marmoreo della Madonna di Trapani, opera del 1360 circa, attribuita a Nino Pisano.

Il Museo comprende:
• dipinti, con ampia rappresentazione della cultura artistica in Sicilia occidentale tra XIII e XIX secolo;
• sculture, tra cui quelle di scuola gaginesca, che tanto ha influenzato la statuaria in Sicilia;
• presepi dell’artigianato trapanese, caratterizzati dalla manifattura in Legno, Tela e Colla;
• oreficeria, con gioielli appartenenti al tesoro della Madonna di Trapaniargenti della tradizione trapanese e soprattutto alcune pregevolissime opere in corallo, materiale che aveva in Trapani un importante centro di produzione e lavorazione, tanto da diventare una peculiarità dell’artigianato del luogo;
• paramenti sacri, acquisiti con le Leggi eversive del 1867 al patrimonio dello Stato, nonché abiti d’epoca appartenuti alla nobiltà trapanese;
• maioliche, fra cui risaltano le pavimentazioni raffiguranti la pesca del tonno, importantissima attività produttiva della zona;
• cimeli del Risorgimento, testimonianza della partecipazione della provincia all’Unità d’Italia. (Fonte: www.regionesicilia.it)

Si può visitare il Museo dal martedì al sabato dalle 9 alle 16 (chiusura 17,30).
La domenica e i festivi dalle 9 alle 12 (chiusura alle 13,30).
Il costo del biglietto intero è di 6 euro, ridotto 3 euro

Palazzo Abatellis | Nuovi orari

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Dal 4 Settembre 2020 nuovi orari di apertura e visita di Palazzo Abatellis.

Dal martedì al venerdì 9.00-19.00 (biglietteria chiusura 18.30)

sabato, domenica e festivi 9.00-13.30 (biglietteria chiusura 13.00)
(prima domenica del mese ingresso gratuito).

Sarà possibile accedere alla Galleria Regionale di Palazzo Abatellis, come agli altri siti siciliani della cultura, previa prenotazione sul sito YOULINE selezionando il giorno e la fascia oraria prescelta.

Riapre il Museo archeologico regionale “Paolo Orsi” di Siracusa

Riapre il Museo archeologico regionale “Paolo Orsi” di Siracusa

Martedì 25 agosto, riapre al pubblico il Museo Archeologico Regionale “Paolo Orsi” di Siracusa, uno dei più importanti musei archeologici d’Europa per la documentazione della preistoria e della protostoria della Sicilia e per le celebri opere di arte greca e romana, ceramiche, marmi e decorazioni architettoniche.

Il Museo accoglierà, inoltre, nelle prossime settimane la mostra “Il kouros ritrovato” che era già stata allestita prima a Palermo e poi all’interno del Castello Ursino a Catania.

Il Museo sarà aperto dal martedì al sabato dalle 9 alle 19 con orario continuato, la domenica e i festivi dalle 9 alle 14.

La prenotazione è obbligatoria al fine di garantire il rispetto delle procedure di sicurezza e potrà essere effettuata attraverso.

L’accesso è consentito a quattro persone per volta con un intervallo di 15 minuti tra un ingresso e l’altro.

Nel caso di gruppi con accompagnatore è consentito un accesso massimo di 10 persone.
Saranno visitabili il Medagliere e i settori C e D nel rispetto della normativa di sicurezza, ovvero con uso della mascherina e rilevazione della temperatura. Le visite hanno una durata media di un’ora e mezza.

Il costo del biglietto è di € 8, intero e € 4, ridotto.

ReOpening Museo Diocesano Palermo

Museo Diocesano di Palermo

Riapre il Museo Diocesano di Palermo con una mostra sull’arte barocca

Il giorno 10 luglio 2020 sarà riaperto al pubblico il Museo Diocesano di Palermo con la mostra “Architetture barocche in argento e corallo”,  ideata e coordinata da Rosalba Panvini e Salvatore Rizzo per la Soprintendenza ai BBCCAA di Catania con la collaborazione della Soprintendenza ai BBCCAA di Palermo diretta da Lina Bellanca.
La mostra, già messa in opera al Castello Ursino di Catania, si propone con nuovi allestimento, percorso e opere nei saloni del piano nobile del Palazzo Arcivescovile di Palermo, sede del Museo Diocesano fino al 10 ottobre 2020.
L’esposizione transita a Palermo per volontà del comitato promotore di cui fanno parte anche l’Arcidiocesi di Palermo con l’Arcivescovo mons. Corrado Lorefice, la Presidenza della Regione Siciliana con il Presidente Nello Musumeci, l’Assessorato regionale ai BB.CC. guidato da Alberto Samonà, la Soprintendenza di Catania, di Palermo, l’Ufficio BB.CC.EE. di Palermo diretto da mons. Giuseppe Bucaro e il Museo Diocesano di Palermo, diretto da mons. Giuseppe Randazzo.
Ideata, diretta e coordinata da Rosalba Panvini e Salvatore Rizzo, dispiega in undici sale del Museo una carrellata di straordinari paliotti architettonici barocchi in argento, sete e corallo, suddivisi per temi, con il corredo di pannelli didattici esplicativi e con un allestimento, curato da Salvatore Rizzo e Angelo Bruccheri, che trasfigura i saloni del palazzo rivestendoli interamente di nero, consentendo così ai paliotti di splendere nelle loro vetrine opportunamente illuminate e al pubblico di percepirne al massimo la definizione più minuta, limitando al massimo i riflessi.
Le fastose opere, poste sul fronte degli altari nelle occasioni di solenni festeggiamenti, ripropongono il tema della bellezza nel sacro, rammentando le eccellenti capacità degli artisti e delle maestranze siciliane nell’ambito delle arti decorative.

Orari apertura Museo Diocesano di Palermo

Da martedì a venerdì, domenica e festivi: ore 9,30-13,30
Sabato ore 10.00-18.00 (ultimo ingresso 30 minuti prima)
Non è necessaria la prenotazione per i singoli visitatori, ma si potrebbe verificare un certo tempo di attesa per le norme di precauzione sanitaria anti Covid-19. (Fonte:Museo Diocesano Palermo)

Palazzo Abatellis | Nuove modalità d’ingresso

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Dal 9 Giugno 2020 sarà possibile accedere alla Galleria Regionale di Palazzo Abatellis, come agli altri siti siciliani della cultura, previa prenotazione obbligatoria al seguente link selezionando il giorno e la fascia oraria prescelta.

L’acquisto del biglietto di ingresso avverrà in loco o, per i gruppi organizzati, con bonifico bancario.

Per eventuali informazioni potrete contattare la nostra biglietteria al numero 0916230047.

Gli ingressi saranno consentiti (sempre previa riserva online) per le fasce orarie previste sul sito di prenotazione.
Si ricorda di portare la mascherina e mantenere la distanza di  sicurezza di almeno un metro dalle altre persone.
La visita avverrà secondo un percorso prestabilito che vi sarà indicato dal nostro personale.

La camera delle meraviglie | Palermo

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Accade che durante dei lavori di restauro, per pura fortuna vennero alla luce cose strabilianti.

Il quartiere Albergheria di Palermo, proprio vicinissimo al Mercato di Ballarò, è stato protagonista di un ritrovamento meraviglioso, all’interno di un palazzo.

Nel 2003 infatti durante dei lavori di restauro di un appartamento di Via Porta di Castro, in una stanza vennero fuori delle scritte in arabo color oro, su uno sfondo blu.

Un blu caldo, acceso, avvolgente che ha subito richiamato l’attenzione.

Ciò che ne è uscito fuori è strabiliante: una stanza tutta blu, muri, tetto, porte ornata da scritte in arabo.

Negli anni sono stati effettuati tantissimi studi per cercare di capire se fosse una moschea, una sala di meditazione, il significato delle scritte e in quale periodo si potesse collocare la sua realizzazione.

La stanza delle meraviglie è stata ravvisata come una moschea, data la forma cubolica ed il balcone orientato in direzione della Mecca, l’uso di un pigmento non associato alla sacralità musulmana e la collocazione in un palazzo non nobiliare indusse a non individuare un significato unicamente religioso, ipotizzando che si trattasse piuttosto di una c.d. “stanza alla turca” analoga a quella del Re Ferdinando di Borbone presso la Palazzina Cinese, secondo la moda europea dell’epoca di allestire ambienti dalle atmosfere orientali per allietare gli ospiti.

Se da un lato l’espressione decorativa è compatibile con quella ottocentesca, la mancanza di maioliche a parete che caratterizzavano questo genere di stanze lasciava però aperte ulteriori ipotesi.

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